Le parole di Roberto Casalino, “Ogni volta Sanremo è un’emozione inedita”

Foto per stampa Casalino

Oggi, voglio condividere con voi le parole di Roberto Casalino, autore sensibile e talentuoso, che negli ultimi anni ha scritto e composto brani per molte tra le voci più importanti della musica italiana.
In questa intervista, mi racconta –oltre al suo lavoro di autore- quello di cantante, tra sogni, ambizioni e ricordi.

1. Ciao, Roberto e grazie per aver accettato di raccontarti. Per quanto difficile sia fare un titolo soltanto, voglio chiederti se c’è un pezzo -su tutti- a cui sei maggiormente legato.
Sono legato a ciascun brano composto fino ad oggi, perché anche se può sembrare banale e scontato, ciascun pezzo è parte di me. Se proprio dovessi sceglierne uno, ti direi “Non ti scordar mai di me” perché da quel brano in poi la mia vita è cambiata.

2. Nel 2013, Marco Mengoni ha partecipato e vinto il Festival di Sanremo con un brano scritto da te, “L’essenziale”. Ma non è stata l’unica occasione, per te, per misurarti con il Festival della canzone italiana: anche Giusy Ferreri, Francesco Renga  e Nina Zilli, negli anni passati, hanno proposto un tuo brano. E tra pochi giorni tocca a Moreno. Mi racconti l’emozione che si prova ad ascoltare un proprio brano cantato su quel palco? 
Ogni volta è un’emozione inedita: il cuore è a mille e speri soprattutto che la canzone colpisca l’attenzione e il cuore delle persone. Quest’anno sarò co-autore di un brano rap, per cui sarà qualcosa di diverso rispetto a quanto ho proposto finora su quel prestigioso palco in qualità di autore.

3. Tu, oltre a scrivere per gli altri, sei un cantante. Hai pubblicato due album: “L’atmosfera nascosta”, nel 2009, e “E questo è quanto”, pochi mesi fa. Prima di parlarmi di queste due esperienze, vorrei chiederti: ti piacerebbe calcare, in prima persona, il palco dell’Ariston?
Salire su quel palco è un sogno per ogni cantante, per cui lo è anche per me. Mi sono presentato più volte in passato alla commissione, ma finora non ce l’ho mai fatta. Chissà: prima o poi!

4. Ti propongo un piccolo gioco: cosa sceglieresti tra la tua partecipazione al Festival, senza certezza di vittoria, e quella di un tuo brano, interpretato da un altro artista, con la certezza -stavolta- di vincere?
La domanda è alquanto semplice e la risposta ovvia, visto che ho già vinto in qualità di autore! :)

5. Torniamo ai tuoi album. Quando e come capisci di voler tenere un brano e di volerlo interpretare tu stesso? Scrivi già con la consapevolezza che lo terrai o è una decisione che arriva solo a lavoro terminato? 
La selezione avviene in modo molto naturale. Ci sono canzoni che sento di dover e voler cantare io, non perché le senta più mie di altre. Assolutamente no. È qualcosa che va da sé, non so neanche io come spiegartelo.

6. Ti capita di scrivere una canzone pensando a chi la interpreterà e quindi di “cucirla” addosso all’artista che hai in mente?
Non sono in grado di scrivere su commissione. Scrivo innanzitutto per me stesso, indipendentemente da chi poi interpreterà il brano. Magari nel realizzare l’arrangiamento del provino, posso cercare di avvicinarmi al sound di un artista piuttosto che di un altro, se penso che quella canzone possa fare al suo caso.

7. Parliamo di “E questo è quanto”, quest’album arriva a cinque anni di distanza dal primo…
“E questo è quanto” è un album di 11 tracce dal sound omogeneo e canzoni autobiografiche. Dentro ci sono io, senza alcun filtro o maschera: lo definisco un disco trasparente e autentico.

8. Ricordi quando hai scritto la tua primissima canzone?
Sì. Avevo 11 anni ed era in inglese. Ricordo il mio entusiasmo nel cantarla e registrarla su musicassetta.

9. Da grande immaginavi questa carriera, per te?
Beh, sognavo di essere un cantautore conosciuto e di far arrivare le mie canzoni a un pubblico sempre più vasto. Ho lavorato molto per la realizzazione di questo sogno, senza mai trascurare nulla.

10. Talento, determinazione e fortuna: metti in ordine queste tre parole.
Esattamente come le hai elencate tu: Talento, Determinazione e Fortuna.

11. Tornando, adesso, alla tua attività di autore: c’è un artista per cui non hai ancora scritto e ti piacerebbe farlo? 
La lista è molto lunga. Posso dirti che mi piacerebbe scrivere per Elisa, con la quale ho composto i due singoli di Francesca Michielin (“Distratto” e “Sola”), per Carmen Consoli, Mina e potrei andare avanti e avanti.

12. E’ mai capitato che rimanessi deluso dall’interpretazione che qualcuno ha fatto di un tuo brano?
Ad oggi posso ritenermi molto fortunato, perché tutti hanno sempre dato quel tocco personale a ciascun mio pezzo, rendendolo “diverso” ma “unico” . Bisogna dire che non è sempre facile per un interprete cantare parole scritte da qualcun altro: deve aver vissuto quanto si racconta per poter dare il giusto peso e intensità a ciascun verso.

13. Il mio blog si chiama “Tutte le parole che posso” e mi piacerebbe chiudere quest’intervista parlando di parole, appunto. Quali sono le parole più importanti della tua vita?
Famiglia, che racchiude tutti gli affetti veri che si hanno e che bisogna coltivare giorno per giorno.
Amore, perché è il motore di tutto l’universo e per cui vale la pena vivere a pieno ogni istante della propria esistenza.

14. Grazie, Roberto per la tua disponibile e gentilezza.
Grazie a te!

copertina album Casalino

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